La Storia

Il Premio, dedicato a Luigi Malerba, intende segnalare ad anni alterni un’opera di narrativa (romanzo, raccolta di racconti) o una sceneggiatura o trattamento cinematografico e consiste nella pubblicazione dell’opera vincitrice nella collana dedicata al Premio Luigi Malerba da MUP Editore (Monte Università Parma).

Il Premio ha sede a Berceto (PR), dove Malerba è nato e dove si svolge, ogni anno, la Cerimonia della Premiazione.
A Roma ha luogo la Conferenza Stampa, mentre a Parma i membri della giuria incontrano la stampa locale, il pubblico
e gli studenti del liceo che prendono parte alla giuria del Premio.

L’edizione 2017 del Premio Luigi Malerba è dedicata alla narrativa. Vi si può partecipare quindi inviando un ROMANZO o una RACCOLTA DI RACCONTI - inediti.

bando premio luigi malerba
per la narrativa

L’edizione 2017 del Premio Luigi Malerba è dedicata alla narrativa. Vi si può partecipare quindi inviando un ROMANZO o una RACCOLTA DI RACCONTI - inediti.
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bando premio luigi malerba
per l'albo illustrato

Potranno partecipare al concorso Albi illustrati editi con specificato l’anno solare 2016 come data di pubblicazione, scritti in lingua italiana e regolarmente distribuiti
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liberatoria

Garantisce di essere titolare in qualità di autore dei diritti riguardanti i testi consegnati al Premio Malerba e che essi sono inediti.
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AREA STAMPA

In questa pagina sono a disposizione comunicati, foto e altre informazioni relative al Premio 2016 ad uso stampa.
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Luigi MalerbaLUIGI MALERBA
Luigi Malerba nasce nel 1927 a Berceto, sull’Appennino parmense dove la sua famiglia possedeva delle terre e dove passa durante l’infanzia le vacanze estive. Un ricordo della vita di campagna tradotta in termini narrativi fino alla fine della guerra è il suo primo libro di racconti La scoperta dell’alfabeto (1963). Frequenta nelle elementari l’istituto salesiano La Salle a Parma e in seguito il Liceo Romagnosi. Terminati gli studi, dopo aver fondato e diretto a Parma una rivista di cinema, Sequenze, negli anni cinquanta si trasferisce a Roma dove conosce Luigi Bartolini autore del libro Ladri di biciclette al quale si ispirò Vittorio De Sica per il suo film con lo stesso titolo. Bartolini lo presenta ad Alberto Lattuada e Lattuada a Ennio Flaiano. Da allora per alcuni anni Malerba scrive per il cinema in collaborazione con i maggiori nomi di registi e sceneggiatori.
Nel 1963 pubblica il primo libro, La scoperta dell’alfabeto. Con questo inizia la serie ininterrotta delle sue opere letterarie: Il serpente (1966), Salto mortale (1968), Il protagonista (1973), Le rose imperiali (1973), Dopo il pescecane (1978), Il Pataffio (1978), Diario di un sognatore (1981), Cina, Cina (1981), Il pianeta azzurro (1986), Testa d’argento (1988), I cani di Gerusalemme (1990) sceneggiatura in collaborazione con Fabio Carpi, Il fuoco greco (1990), Le pietre volanti (1992), Il viaggiatore sedentario (1993), Le maschere (1994), Avventure (1997), Interviste impossibili (1997), Itaca per sempre (1997), La superficie di Eliane (1999), Città e dintorni (2001), Il circolo di Granada (2001), Le lettere di Ottavia (2004) Ti saluto filosofia (2004), Fantasmi romani (2006).
Presente ai convegni e agli interventi culturali del "Gruppo 63", Malerba ha svolto anche attività giornalistica (collaborando fra l'altro per molti anni ai quotidiani Corriere della Sera e La Repubblica) e ha pubblicato di quando in quando volumi di saggi, per esempio: Le parole abbandonate (1977), Che vergogna scrivere (1996), Elogio della finzione (1998), La composizione del sogno (2002), Parole al vento (2008), Diario delle delusioni (uscito postumo nel 2009). In particolare vanno ricordati taluni suoi testi di aforismi, fantasie e paradossi che solo per approssimazione possono essere detti "libri per ragazzi". Malerba infatti li definiva “libri anfibi”, cioè da leggersi in comune fra genitori e figli: Come il cane diventò amico dell’uomo (1973), Mozziconi (1975), Pinocchio con gli stivali (1977), Storiette (1978), La storia e la gloria (1979), Le galline pensierose (1980), C’era una volta la città di Luni (1990), Storiette tascabili (1994). In tale ambito rientrano le Storie dell’Anno Mille (1970), raccolta in volume della serie di Millemosche, redatta in precedenza per il cinema e la televisione insieme al poeta Tonino Guerra. Nel campo cinematografico numerose sono le sceneggiature firmate da Malerba. Ne diamo qui un elenco incompleto: nel 1952 Il cappotto (regia di Alberto Lattuada), nel 1953 l'episodio di Amore in città intitolato Gli italiani si voltano (regia di Alberto Lattuada), nel 1955 Donne e Soldati (che dirige insieme ad Antonio Marchi), nel 1967 La ragazza e il generale (regia di Pasquale Festa Campanile) e Lo scatenato (regia di Franco Indovina), nel 1968 Sissignore (regia di Ugo Tognazzi), nel 1969 Toh, è morta la nonna! (regia di Mario Monicelli), nel 1970 L’invasione (regia di Yves Allégret), nel nel 1972 Corpo d’amore (regia di Fabio Carpi) e Il vero e il falso (regia di Eriprando Visconti), nel 1978 Come perdere una moglie e trovare un’amante (regia di Pasquale Festa Campanile) e nel 1984 I cani di Gerusalemme (regia di Fabio Carpi), nel 1994 La prossima volta il fuoco (regia di Fabio Carpi).

Per la televisione Malerba ha sceneggiato con Fabio Carpi una riduzione da Madame Bovary di Gustave Flaubert, Un’estate, un’inverno nel 1971 per la regia di Mario Caiano e Una città in fondo alla strada nel 1975 con Massimo Ranieri trasmessi entrambi in più puntate di grande successo e nel 1978 Petrosino per la regia di Daniele D’Anza.
Malerba ha scritto e anche prodotto moltissimi short pubblicitari, fra cui alcuni appartenti alla celebre serie dei "caroselli". Come autore di testi radiofonici e televisivi, per Ai poeti non si spara ha ricevuto la 'Ninfa d’oro' al Festival Internazionale di Montecarlo. Ma tale riconoscimento andava a collocarsi accanto a quelli di coloro che avevano indicato e continuavano a indicare in Luigi Malerba uno scrittore di valore assoluto: dal Prix Médicis étranger (1970), per Salto mortale, al Premio Nazionale Letterario Pisa per la Narrativa (1981), al Premio Palmi (1985), al Premio Grinzane Cavour (1989), al Premio Viareggio (1992), al Premio Comisso (1995), fino al Premio Chiara alla carriera (2005).

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