Edizione 2010 - Premio a Roberto Moliterni
per In prima classe

Roberto Moliterni Lo scorso ottobre, quando mi sono ritrovata con un gruppo di amici vicini e lontani (nel senso di persone che conoscevo di persona, e di persone che conoscevo per comuni passioni) a decidere chi fosse il migliore tra i concorrenti al neonato Premio Malerba per la sceneggiatura, come quasi tutti i giurati vicini e lontani non ho avuto dubbi. In prima classe di Roberto Moliterni spiccava per intelligenza, simpatia, confezione, professionalità. Ma c'era anche qualcosa di più: la capacità di far parlare una classe e delle persone la classe operaia e gli operai che da un po' di tempo non hanno diritto di cittadinanza nel nostro cinema.

Quadri licenziati sul crinale dei cinquant'anni, ragazze del call center, precari a vario titolo. Questi sì. Ma gli operai, quelli che animavano il cinema e il dibattito politico di trent'anni fa, no. Logico: scomparsi dalle cronache e dunque anche dall'invenzione cinematografica.

Roberto Moliterni nella sua cronaca satira manifesto rimette la classe operaia (nel caso specifico pugliese) al centro della scena, con tutta la necessaria umanità, le debolezze, le volgarità, gli egoismi, i pregiudizi, le invidie, le aspirazioni anche sbagliate. Umano, troppo umano. Perché gli anni sono quelli che sono, la fragilità di una classe un tempo forte è sotto gli occhi di tutti, la delocalizzazione incombe, il ricatto padronale, soprattutto se esercitato da una bellona, non lascia indifferenti e riesce a separare.
Eppure. Tira un'aria vera e un'aria simpatica, anche nella difficoltà obiettiva delle scelte, anche nelle brutte sorprese che li aspettano, in questo copione che parla di eroi di tutti i giorni, poveri e sfigati ma orgogliosamente bravi. Se sollecita solidarietà e simpatia anche solo a leggerlo, In prima classe di Moliterni ne conquisterebbe anche di più dallo schermo. Gli auguriamo di trovare un lettore/regista che porti i suoi personaggi e la sua atmosfera sotto gli occhi del pubblico.
(Irene Bignardi)

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In prima classeImmaginate l'Orient Express: l'esterno blu di Prussia, la tappezzeria rosso imperiale, l'oro delle decorazioni, la tappezzeria rosso imperiale, l’oro delle decorazioni, il rilievo delle Tre Grazie in oro bianco nella sala da pranzo. Ma senza spie, principi o assassini. Gli operai della Transud una fabbrica di Bari che rischia di chiudere sono incaricati al recupero dell'antico splendore del treno che verrà esibito lungo un viaggio attraverso l'intera penisola, con partenza Bari e arrivo a Venezia. Il clamore di possibili scontri tra operai e padroni Irene Bignardi viene smorzato dai toni di una forte amicizia, quella che lega i protagonisti di questa vicenda, Nicola e Marco, simili, ma diversi, proprio come due binari. Uno è un buon padre di famiglia oppresso dal suocero, l'altro è un ragazzo cresciuto troppo in fretta e nutrito di idee rivoluzionarie. Un vagabondare dentro una Bari inedita, quella dei vicoletti e dei ragazzini che giocano a fare Cassano sotto la pioggia, e un viaggio dentro la pancia dell'Italia e i suoi nuovi e vecchi valori. Il posto "in prima classe" sarà il premio per una nuova consapevolezza della fragilità e comicità che caratterizzano spesso l'animo umano.

Giuria 2010 per la sceneggiatura: Irene Bignardi, Valerio De Paolis, Giovanna Bonardi, Roberto Campari, Fabrizio Costa, Neri Marcoré, Anna Samueli, e da una classe dell’istituto d’Arte Toschi di Parma. Presidente Irene Pivetti, presidente onoraria Anna Malerba.

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